“L’intelligenza artificiale ci ruberà il lavoro?” È una delle domande più ripetute degli ultimi anni.La trovi nei titoli dei giornali, nei talk show, nelle conversazioni tra colleghi. Ma forse non è la domanda giusta. Perché il futuro del lavoro non riguarda solo i posti che spariscono.Riguarda qualcosa di più profondo: il modo in cui cambia il valore di ciò che facciamo. E il modo in cui cambia...
Il lavoro non sta sparendo. Sta cambiando significato.
Futuro del lavoro. Negli ultimi mesi una frase torna spesso, in modi diversi:“Con l’IA perderemo il lavoro.” È una frase che fa paura perché sembra definitiva.Netta. Senza appello. Ma come spesso accade nei grandi cambiamenti, il problema non è solo cosa sta succedendo.È come lo stiamo raccontando. Il lavoro non sta sparendo all’improvviso.Sta cambiando il modo in cui lo viviamo, lo immaginiamo...
L’AI non mi spaventa. È la sensazione di non riuscire a respirare.
C’è una sensazione che accompagna sempre più spesso il cambiamento tecnologico, e l’AI ne è diventata il simbolo.
Sul futuro del lavoro, mi dicono di non preoccuparmi. Ma nessuno mi spiega cosa fare.
Sul futuro del lavoro mi dicono di non preoccuparmi. Ma nessuno mi spiega cosa fare. Tutti mi dicono di stare tranquillo.
L’intelligenza artificiale non è uno strumento. È un ambiente.
Non ci siamo accorti del momento esatto.Non c’è stato un annuncio ufficiale, né un giorno preciso sul calendario.Ma a un certo punto la tecnologia ha smesso di essere qualcosa che usiamoed è diventata qualcosa in cui viviamo. L’intelligenza artificiale non è entrata nelle nostre vite come una nuova app.È entrata come entra l’elettricità, l’acqua corrente, internet.In silenzio.Ovunque. Non serve...

