Se ti chiedessero quale paese attraversa più fusi orari, probabilmente penseresti alla Russia. È enorme, occupa un continente e una parte dell’altro. Oppure agli Stati Uniti, con territori lontani e isole nel Pacifico. La risposta, però, cambia quando smettiamo di guardare soltanto alla terraferma.
Considerando i territori d’oltremare, la Francia viene spesso indicata come il paese con il maggior numero di fusi orari: dodici, e in certi conteggi stagionali persino tredici per effetto delle diverse convenzioni di orario. Il trucco geografico è tutto lì: un paese può estendersi molto oltre i confini che immaginiamo sulle cartine scolastiche.
Come fa la Francia ad arrivare così lontano?
La Francia europea occupa una porzione relativamente compatta del continente. Ma fanno parte della Repubblica francese anche territori sparsi negli oceani: dalla Polinesia francese alla Nuova Caledonia, dalla Riunione ai Caraibi, fino alla Guyana francese in Sud America.
Ogni territorio si confronta con l’ora locale in modo diverso. Quando a Parigi è mattina, in un’isola del Pacifico può essere ancora il giorno precedente. Non è un’eccezione bizzarra delle leggi fisiche: è il normale risultato di un pianeta che ruota e di territori distribuiti su longitudini differenti.
Perché non abbiamo tutti la stessa ora?
La Terra compie una rotazione in circa ventiquattro ore. Se dividessimo idealmente il giro in ventiquattro fasce uguali, otterremmo settori di quindici gradi di longitudine. Ma i fusi reali non sono disegnati con un righello.
Paesi e territori adottano orari legali per ragioni pratiche, economiche e politiche. Alcune zone scelgono scostamenti di mezz’ora o di quarantacinque minuti rispetto al riferimento internazionale UTC. Altre cambiano l’ora in determinati periodi dell’anno. È per questo che contare i fusi di uno Stato richiede di chiarire che cosa si stia includendo.
La Russia resta un caso straordinario
La Russia possiede undici fusi orari ufficiali e attraversa uno spazio terrestre immenso, continuo per grandi tratti. È naturale associarla al primato. Ma l’estensione geografica non coincide sempre con il numero di orari adottati.
Un paese potrebbe decidere, per motivi amministrativi, di usare la stessa ora su un territorio molto vasto. La Cina, per esempio, utilizza ufficialmente un unico fuso orario nazionale nonostante la sua grande estensione longitudinale. Questo mostra quanto le nostre ore siano un compromesso tra astronomia e organizzazione della società.
Quando una chiamata diventa un rompicapo
Pensa a un ufficio che debba organizzare una riunione tra Parigi, Tahiti, Nouméa e la Martinica. Per qualcuno sarà mattina, per qualcun altro notte. La data stessa potrebbe non coincidere. Non basta scrivere «ci sentiamo domani alle dieci»: bisogna specificare dove e in quale fuso.
L’esempio rivela un piccolo paradosso: parliamo del tempo come di qualcosa di universale, ma lo organizziamo localmente. Una stessa telefonata può attraversare oceani senza spostarsi nel tempo, mentre i calendari sulle scrivanie mostrano giorni differenti.
La prossima volta che guardi un planisfero, ricordati che dietro il nome di un paese potrebbe nascondersi molto più mondo di quanto pensi.

